Scuola Secondaria di I°

Di seguito gli articoli della scuola secondaria di primo grado.

 

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La classi prime in gita: una giornata immersi nella natura.

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Pronti per immergerci nella natura siamo partiti muniti di zaino e scarponi verso la piana del Cansiglio, dove si trova una riserva naturale che conserva intatta la flora e la fauna della montagna, tra cui animali selvatici difficili da trovare altrove, come lupi e cervi.

Impazienti e curiosi ci siamo inoltrati nel fitto del bosco e, con nostra grande sorpresa, abbiamo fin da subito trovato moltissimi segni della presenza di animali selvatici, che grazie alle nostre guide, abbiamo imparato a riconoscere. Così, dopo poco, la nostra passeggiata è diventata una vera e propria caccia al tesoro alla ricerca di ogni impronta che indicasse il passaggio di questi stupendi animali.

Alcuni di noi sono stati poi particolarmente fortunati: mentre eravamo fermi in una radura, abbiamo sentito prima un leggero rumore di zoccoli e poi di colpo li abbiamo visti: un gruppo di cervi, quasi tutti giovani o femmine e con un maschio adulto riconoscibile dal grosso palco in testa, ha attraversato un sentiero poco distante da noi, correndo in cerca di un luogo tranquillo dove sostare: uno spettacolo unico! Più tardi altri due piccoli animali sono venuti a farci visita: due scoiattoli hanno giocato a rincorrersi su un albero poco distante, regalandoci una scena tanto interessante quanto divertente!

Infine, dopo esserci immersi nella natura in modo così profondo, è arrivato il momento di mettere alla prova le nostre capacità con una gara di orienteering.

Divisi in piccoli gruppi, con solo una cartina in mano e la luce del sole a indicarci i punti cardinali, siamo andati alla ricerca di alcune basi segnate sulla mappa con lo scopo di tornare al punto di partenza nel minor tempo possibile. Una sfida che il gruppo vincitore ha superato egregiamente: percorso concluso in soli 13 minuti!

Tornati tutti al luogo di partenza, abbiamo avuto ancora l’occasione di ascoltare da lontano il bramito dei cervi prima di salire in corriera per tornare a casa, stanchissimi, ma pieni di entusiasmo per la giornata trascorsa.

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Le classi terze alla diga del Vajont e al museo della Grande Guerra

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Noi ragazzi delle terze medie venerdì 5 ottobre ci siamo recati, per la nostra consueta uscita didattica progetto “Accoglienza”, a visitare quest’anno la diga del Vajont e successivamente il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto.

Questa uscita è stata molto interessante, toccante, ed istruttiva; ha suscitato in noi il dolore per tutte quelle persone che hanno perso la vita in quella tragica sera d’ottobre e la commozione nei confronti di tutti gli uomini che hanno sacrificato la vita o i loro anni migliori per la Patria!

La giornata è stata magnifica ed anche  il sole, che ci ha accompagnati per tutto il tempo, è stato un ottimo ”compagno” di viaggio.

Sofia Parro   III Media A

 

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Vento in poppa e via!

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Si è conclusa per noi ragazzi della scuola media la quinta edizione del corso di vela. Come sempre è stata una magnifica esperienza. L'ambiente in cui navighiamo è sempre magico ed unico: la nostra laguna veneta. Veleggiare lungo le briccole, osservare le barene colorate di viola con i casoni sullo sfondo e le garzette eleganti che ci guardano incuriosite è una scoperta continua. 

Andando in barca a vela abbiamo imparato come funzionano i venti, le correnti, le maree e abbiamo capito l'importanza dello spirito di squadra e della fiducia reciproca. 

Le giornate cominciavano con una bella colazione in compagnia, per proseguire poi al porto con lo stretching seguito da una lezione di teoria. Si armavano quindi le barche a gruppi e finalmente eravamo pronti per divertirci in mare... Pranzo al sacco nell'isoletta del canal dei Lovi e poi si riprendeva a navigare in laguna o in mare aperto. Al rientro si disarmavano le barche e andavamo a rilassarci con un bella doccia calda. Sabato, dopo una lunga giornata in mare, siamo andati a messa a Bibione. Don Andrea, piacevolmente sorpreso della nostra presenza, ci ha dedicato l'omelia usando la metafora della barca a vela spiegandoci che il mare è come la vita: la barca siamo noi e abbiamo bisogno del vento per proseguire, ma il vento è imprevedibile e dobbiamo essere preparati ad affrontare la vita.  Scegliendo di essere Cristiani, il vento diventa il soffio dello Spirito Santo che ci guida nella corretta via. E se sai governare bene una barca, e lo vuoi insegnare ad un tuo amico, il vento non si dimezzerà, ma raddoppierà come la forza dello Spirito Santo.

I ragazzi del corso di vela

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Classi seconde alla scoperta della laguna veneta

Valutazione attuale: 5 / 5

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Venerdì 5 Ottobre, noi ragazzi di seconda media ci siamo preparati per la prima gita dell'anno scolastico 2018-19 con destinazione Burano, Murano e San Francesco del Deserto.

Alle 8.15 siamo saliti a bordo degli autobus che, nel frattempo, ci attendevano nel parcheggio antistante la nostra scuola. Io ero già molto emozionato e provavo a viaggiare con l'immaginazione sui luoghi che sarei andato a visitare di lì  a poco, in attesa di giungere alle rive del fiume Sile. Giunti sul luogo, ci ha accolto un simpatico signore,il quale ci ha guidato tutto il giorno alla scoperta delle tre isole immerse nella laguna.

Non c’era un momento da perdere,così siamo saliti tutti sulla barca. Dopo aver tolto le cime (non corde!) che tenevano salda la barca, ci siamo avviati lungo il fiume, accompagnati dalla voce della nostra guida, non solo molto preparata ma anche simpatica e curiosa. Il simpatico signore ci ha invitati ad andare sul ponte superiore per osservare il funzionamento di una chiusa  e farci ammirare lo stupendo paesaggio.

In seguito ci ha descritto la vegetazione presente concedendo, a colui che avesse visto per primo scomparire il canneto (segno del passaggio dall'acqua dolce a quella salata), il permesso di mettersi al timone della barca nel viaggio di ritorno. Non ho perso l'attenzione nemmeno un attimo, aggiudicandomi così il permesso di mettermi al timone. Che emozione unica!

Appena arrivati a Burano abbiamo mangiato un piccolo snack e con le nostre prof.sse abbiamo potuto notare le case  di mille colori, in particolare quella del signor Bepi, vecchio abitante dell'isola e il campanile della chiesa un po’ storto.

Verso le 10.30 siamo tornati alla barca per avviarci verso Murano, l’isola del vetro. In barca, la guida ci ha raccontato un bel pezzo di storia dell’isola, curiosità sul vetro e i vetrai e la spiegazione di qualche detto popolare utilizzato ancor oggi. Sbarcati, siamo entrati in una fabbrica del vetro, dove un esperto e abile artigiano ci ha fatto vedere come  la più piccola parte di vetro fuso possa diventare un bel cavallo o anche un grande vaso colorato. Nel piccolo negozietto antistante abbiamo potuto ammirare e acquistare le loro opere d’arte.

Dopo un pranzo al sacco all'ombra del maestoso campanile della chiesa dell'isola, siamo andati a visitarla internamente, soffermandoci in particolare  sugli splendidi mosaici che costituivano la pavimentazione.

Una volta tornati all'imbarcazione, ci siamo avviati verso San Francesco del Deserto. Qui siamo stati accolti calorosamente da un giovane frate che ci ha raccontato come quell’isola sia stata passaggio di San Francesco (Patrono d’Italia) più di 1.000 anni fa, durante un pellegrinaggio in cui il santo aveva dimorato lì  per pochissimo tempo (circa 1 o 2 giorni) per pregare e meditare.Ma come mai si chiama San Francesco del Deserto ?Perchè l’isola è stata abbandonata dai Frati due volte; la prima volta a causa della malaria provocata dalle paludi che circondavano l'isola,dove nascevano molte zanzare. Il secondo abbandono fu causato da Napoleone Bonaparte che usò l’isola come accampamento militare e magazzino per la polvere da sparo.

Al termine di questa visita,anche se un po' dispiaciuti,abbiamo ripreso la barca per tornare al Sile. Tuttavia la tristezza ha lasciato il posto al divertimento quando la nostra guida ci ha permesso di ballare sulla barca tutti insieme, in attesa di arrivare al pullman che ci ha riportati nuovamente a casa. Questa uscita si è rivelata non solo istruttiva, ma anche un modo per sentirci uniti,trascorrendo del tempo con i compagni delle altre sezioni.

 

Tommaso Leandrin                    2^C

 

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Erster Schultag 🇩🇪

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Gli allievi della 2B danno il benvenuto al nuovo anno scolastico con un'antica tradizione tedesca: die Schultüte! 

Conoscete il significato di questo curioso "cono"?

La storia della Schultüte risale ad inizio ottocento, quando l'istruzione era un privilegio riservato a pochi. Il primo giorno di scuola i genitori regalavano ai propri figli un cono colorato per sottolineare l'importanza dell'inizio di questo percorso formativo. Al suo interno, i bambini trovavano del materiale scolastico e qualche dolcetto. 

A distanza di anni questa tradizione è ancora diffusa in Germania ed Austria e la Schultüte è diventata il simbolo dell'inizio della scuola.

A tutti voi..buon anno scolastico!

Gutes Schuljahr!

Klasse 2B 

 

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