Scuola Secondaria di I°

Di seguito gli articoli della scuola secondaria di primo grado.

 

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Veneto fin sui ossi

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Giovedì 18 ottobre 2018, presso Casa del vino - Opitergium Vini, nell’ambito della “Settimana della poesia” 14-24 ottobre, gli alunni delle classi IIA e IIIA della Scuola secondaria di primo grado, hanno omaggiato il pubblico con la presentazione e  la lettura di ricette in dialetto, trascritte a mano dalle loro nonne. Il ricettario a cui è stato dato il titolo “Veneto fin sui ossi”-  Ricetario dee nostre none scrit lore-  è stato realizzato in occasione del concorso  “Promozione e valorizzazione dell’identità veneta”. Il lavoro realizzato dai ragazzi e dalle loro straordinarie nonne, ha riscosso, oltre ogni previsione, un successo straordinario, sia da parte del pubblico presente e sia da parte delle autorità.

 

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I vincitori del Premio letterario tra Peressina e Ottoboni

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Domenica 14 ottobre presso il Centro "La Fontana" di Rustignè di Oderzo, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio di Poesia Mario Bernardi, sezione Junior. Il tema delle poesie di quest'anno è stato "il Vento".

La vincitrice assoluta della sottosezione del concorso è stata l'allieva Francesca Scarabello dell'attuale 2^B che è stata premiata, oltre che con l'attestato di merito e una serie di libri, anche con il busto del Sol, una statuina in bronzo raffigurante un reperto archeologico della nostra città, simbolo del Premio letterario.

Sono inoltre stati premiati i seguenti allievi del nostro isituto: Elenora Carrer (IIIA), Victoria Costariol (II B), Lorenza Drusian (III B). Le poesie di ognuno dei premiati sono state lette e si trovano pubblicate nel volume che raccoglie tutte le poesie premiate nell'edizione di quest'anno.

Grazie agli ottimi risultati ottenuti dai nostri allievi è stato conferito anche un premio speciale al nostro Istituto.

 

 

 

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Le classi terze alla diga del Vajont e al museo della Grande Guerra

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Noi ragazzi delle terze medie venerdì 5 ottobre ci siamo recati, per la nostra consueta uscita didattica progetto “Accoglienza”, a visitare quest’anno la diga del Vajont e successivamente il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto.

Questa uscita è stata molto interessante, toccante, ed istruttiva; ha suscitato in noi il dolore per tutte quelle persone che hanno perso la vita in quella tragica sera d’ottobre e la commozione nei confronti di tutti gli uomini che hanno sacrificato la vita o i loro anni migliori per la Patria!

La giornata è stata magnifica ed anche  il sole, che ci ha accompagnati per tutto il tempo, è stato un ottimo ”compagno” di viaggio.

Sofia Parro   III Media A

 

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La classi prime in gita: una giornata immersi nella natura.

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Pronti per immergerci nella natura siamo partiti muniti di zaino e scarponi verso la piana del Cansiglio, dove si trova una riserva naturale che conserva intatta la flora e la fauna della montagna, tra cui animali selvatici difficili da trovare altrove, come lupi e cervi.

Impazienti e curiosi ci siamo inoltrati nel fitto del bosco e, con nostra grande sorpresa, abbiamo fin da subito trovato moltissimi segni della presenza di animali selvatici, che grazie alle nostre guide, abbiamo imparato a riconoscere. Così, dopo poco, la nostra passeggiata è diventata una vera e propria caccia al tesoro alla ricerca di ogni impronta che indicasse il passaggio di questi stupendi animali.

Alcuni di noi sono stati poi particolarmente fortunati: mentre eravamo fermi in una radura, abbiamo sentito prima un leggero rumore di zoccoli e poi di colpo li abbiamo visti: un gruppo di cervi, quasi tutti giovani o femmine e con un maschio adulto riconoscibile dal grosso palco in testa, ha attraversato un sentiero poco distante da noi, correndo in cerca di un luogo tranquillo dove sostare: uno spettacolo unico! Più tardi altri due piccoli animali sono venuti a farci visita: due scoiattoli hanno giocato a rincorrersi su un albero poco distante, regalandoci una scena tanto interessante quanto divertente!

Infine, dopo esserci immersi nella natura in modo così profondo, è arrivato il momento di mettere alla prova le nostre capacità con una gara di orienteering.

Divisi in piccoli gruppi, con solo una cartina in mano e la luce del sole a indicarci i punti cardinali, siamo andati alla ricerca di alcune basi segnate sulla mappa con lo scopo di tornare al punto di partenza nel minor tempo possibile. Una sfida che il gruppo vincitore ha superato egregiamente: percorso concluso in soli 13 minuti!

Tornati tutti al luogo di partenza, abbiamo avuto ancora l’occasione di ascoltare da lontano il bramito dei cervi prima di salire in corriera per tornare a casa, stanchissimi, ma pieni di entusiasmo per la giornata trascorsa.

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Classi seconde alla scoperta della laguna veneta

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Venerdì 5 Ottobre, noi ragazzi di seconda media ci siamo preparati per la prima gita dell'anno scolastico 2018-19 con destinazione Burano, Murano e San Francesco del Deserto.

Alle 8.15 siamo saliti a bordo degli autobus che, nel frattempo, ci attendevano nel parcheggio antistante la nostra scuola. Io ero già molto emozionato e provavo a viaggiare con l'immaginazione sui luoghi che sarei andato a visitare di lì  a poco, in attesa di giungere alle rive del fiume Sile. Giunti sul luogo, ci ha accolto un simpatico signore,il quale ci ha guidato tutto il giorno alla scoperta delle tre isole immerse nella laguna.

Non c’era un momento da perdere,così siamo saliti tutti sulla barca. Dopo aver tolto le cime (non corde!) che tenevano salda la barca, ci siamo avviati lungo il fiume, accompagnati dalla voce della nostra guida, non solo molto preparata ma anche simpatica e curiosa. Il simpatico signore ci ha invitati ad andare sul ponte superiore per osservare il funzionamento di una chiusa  e farci ammirare lo stupendo paesaggio.

In seguito ci ha descritto la vegetazione presente concedendo, a colui che avesse visto per primo scomparire il canneto (segno del passaggio dall'acqua dolce a quella salata), il permesso di mettersi al timone della barca nel viaggio di ritorno. Non ho perso l'attenzione nemmeno un attimo, aggiudicandomi così il permesso di mettermi al timone. Che emozione unica!

Appena arrivati a Burano abbiamo mangiato un piccolo snack e con le nostre prof.sse abbiamo potuto notare le case  di mille colori, in particolare quella del signor Bepi, vecchio abitante dell'isola e il campanile della chiesa un po’ storto.

Verso le 10.30 siamo tornati alla barca per avviarci verso Murano, l’isola del vetro. In barca, la guida ci ha raccontato un bel pezzo di storia dell’isola, curiosità sul vetro e i vetrai e la spiegazione di qualche detto popolare utilizzato ancor oggi. Sbarcati, siamo entrati in una fabbrica del vetro, dove un esperto e abile artigiano ci ha fatto vedere come  la più piccola parte di vetro fuso possa diventare un bel cavallo o anche un grande vaso colorato. Nel piccolo negozietto antistante abbiamo potuto ammirare e acquistare le loro opere d’arte.

Dopo un pranzo al sacco all'ombra del maestoso campanile della chiesa dell'isola, siamo andati a visitarla internamente, soffermandoci in particolare  sugli splendidi mosaici che costituivano la pavimentazione.

Una volta tornati all'imbarcazione, ci siamo avviati verso San Francesco del Deserto. Qui siamo stati accolti calorosamente da un giovane frate che ci ha raccontato come quell’isola sia stata passaggio di San Francesco (Patrono d’Italia) più di 1.000 anni fa, durante un pellegrinaggio in cui il santo aveva dimorato lì  per pochissimo tempo (circa 1 o 2 giorni) per pregare e meditare.Ma come mai si chiama San Francesco del Deserto ?Perchè l’isola è stata abbandonata dai Frati due volte; la prima volta a causa della malaria provocata dalle paludi che circondavano l'isola,dove nascevano molte zanzare. Il secondo abbandono fu causato da Napoleone Bonaparte che usò l’isola come accampamento militare e magazzino per la polvere da sparo.

Al termine di questa visita,anche se un po' dispiaciuti,abbiamo ripreso la barca per tornare al Sile. Tuttavia la tristezza ha lasciato il posto al divertimento quando la nostra guida ci ha permesso di ballare sulla barca tutti insieme, in attesa di arrivare al pullman che ci ha riportati nuovamente a casa. Questa uscita si è rivelata non solo istruttiva, ma anche un modo per sentirci uniti,trascorrendo del tempo con i compagni delle altre sezioni.

 

Tommaso Leandrin                    2^C

 

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